Oggi sono:Homer

esattamente così.

Beneeeee / mercoledì, 30 aprile 2008 / 16:07 / Permalink
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In ---> 075 trasformazioni #3

" Se i giovani sapessero...

  se i vecchi potessero...."

(proverbio francese)

Beneeeee / lunedì, 28 aprile 2008 / 20:59 / Permalink
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In ---> 074 eccezioni

sottotitolo : La settimana scorsa ero fermamente convinta che se Dio esiste ha le sembianze di un fiore, per comodità.

Sdraiata nel mio giardino ad asciugarmi i capelli. Terra sotto, cielo sopra, cane pure.
Mi piace raccogliere papaveri e infilarli tra le pagine dei libri, è il mio modo di regalarmi sorprese. Quando li riapro, dimentica di qualsiasi cosa, ne esce sempre un sorriso, e mi piace.
Ma non è questo ciò di cui volevo scrivere, no. Volevo solo dire che mi capitasse di incontrarlo, Dio- che mi viene incontro in senso opposto in una via, o che ne so, a luglio a Marina di Grosseto (che lì ci trovi davvero tutti )- ne approfitterei volentieri per fargli la domanda esistenziale che mi turba ogni primavera, l'unica cosa che proprio non mi va giù di tutte le strambe leggi di sua creazione.

Ecco: vorrei sapere, esattamente, se non disturbo, il perchè dell'esistenza delle processionarie. 
 

Beneeeee / sabato, 26 aprile 2008 / 11:34 / Permalink
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In ---> 073 rasentando la blasfemia

Sta per piovere. Ed è perfetto.
Beneeeee / giovedì, 24 aprile 2008 / 15:31 / Permalink
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In --->

E' che ti prendo per mano. E ti faccio attraversare. Ti chiamo con il mio stesso nome per sentirti ancora più mia, ti cullo e ti curo, come fossi tua mamma. Cosa sono e cosa sei? Non so. Non so dire davvero. So solo che esisti dentro, come una spirale di vuoto, un punto di niente, la discontinuità di una vita..per trovarla: cercare un limite. E' matematica, questa. E' matematico, è logico, il tuo essere qui,  perchè altrove non ti hanno voluta sai? Altrove nessuno ti prendeva per mano per farti attraversare, altrove non c'erano strade da percorrere, ma un'immobilità di ghiaccio, se scivoli -e basta davvero un piccolo piede in fallo- puoi rotolare per non si sa quanto. Immobilità resistente, se stavi ferma, così come ti ho trovata, non potevi in alcun modo cadere. Certo, certo. Chi non risica non rosica. Ma tu come facevi a saperlo, tu chi te l'ha spiegata questa cosa? E' elementare, ma non la potevi conoscere. Ti ho preso la mano, allora, e ti ho detto: attraversa. Vieni via, vieni di qua. Dall'altra parte della strada c'è un marciapiede, con piedi diversi che lo sorseggiano e poi c'è un piccolo prato, e un cane sopra. Vieni, presto, andiamo, qui non è il posto per te. Nemmeno là, è vero. E forse sai non lo troveremo mai un luogo adatto per fermarci. Non è assicurato. Vedi però, dobbiamo provarci. Lo so, lo so. Sei stanca, i piedi sono gonfi. Hai le gambe che tremano. Ci fermeremo appena possibile a riprendere fiato e a coccolarci in qualche ovunque, promesso. Per ora continua a stringere la mia mano. Non mollarla.
So che la vuoi mollare. So che vorresti stringerti solo queste cazzo di gambe al petto. Non mollare la mano, forza, chiamami per nome, non  importa se ti credono pazza. Non sono tua mamma, lo so. Non sono nemmeno tua figlia, se per questo. Non ho diritto di trascinarti, o forse sì.. me lo sono preso allungando la mano per guidarti. O per sentirmi meno sola. Chi sei? Chiedimelo, forza. Chiedimelo! Sei una codarda a non domandarmelo, sei solo una codarda, sei solo una vigliacca che si convince di un coraggio falso. Falso. Forse, sai, avevano ragione loro alla fine.
Avevano ragione loro. Certo, è così.
Allora puoi lasciarla questa mano se vuoi, tanto questo delirio nessuno lo registrerà ti assicuro. Lasciala, forza, prendi altre vie. Perditi, fa' pure. Non posso fermarti, lo sai. Ma che confusione in questa città. Che caos, possibile? Perditi, su..forza! Vai! Va' ! Vattene! Vattene! Lascia questa cazzo di mano e vattene dove vuoi!
Non vai?
Perchè non vai?
                 Non andare, no. Non lasciarmi sola. In due, forse, sì in due: sì. Scusami, non volevo. Sono solo un po' confusa in questi giorni. Vedo quello che non c'è e sento fin troppo bene quel che ci sarà. Sono cose che danno fastidio, a lungo andare. Ti fanno mancare il respiro. Anche a te? Certo, è ovvio, anche a te. Dai, vieni, continuiamo. Scusami ancora. Io..chiedo scusa.

Beneeeee / martedì, 22 aprile 2008 / 22:04 / Permalink
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In ---> 072 non andare

Oggi ho avuto il sentore dell'insanabile frattura che c'è tra me e l'istituzione scolastica quando la mia professoressa d'italiano, con estrema convinzione, ha dichiarato che: "la fantasia è una malattia sociale tremenda che affligge i tempi odierni."
Che facciamo, ci decidiamo o no a debellarla??Dico io!
..........
E va bè.

Beneeeee / lunedì, 07 aprile 2008 / 16:18 / Permalink
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In ---> 070 fratture

5034d73bd17d491032e74b0692f385f0Chiudersi la porta dietro. Due giri di chiave. Il resto, ovviamente fuori. Svuoto un intero cd, divento qualcuno che  non conosco, espressione di dolore e di forza che non so  avere nella normalità, uccidere la paura, sì, farla diventare un braccio. Ho nero che urla, io, davvero, eppure che non sa uscire fuori così da quei due giri di chiave. E' serrata, quella porta. Dieci canzoni, di seguito, poco fiato, senza respiro, nessuna pietà.  Accoltello le note e le porto cadaveri tra le mani, gocciolano linfa e sangue sul pavimento, sui pantaloni. Scompaiono, diventano oggetti : gesti. Come dire: diventano. E un secondo dopo che sono finalmente cosa concreta dimentico quel che sono adesso, in cosa io li abbia trasformati, e cambiano ancora, si incastrano diversi tra le dita e il collo. Anime, ma di passaggio. Quando, sfinita, sfinisco l'ultima canzone , mi volto un secondo, un niente di sguardo lanciato, e, ne sorrideresti anche te: anime ancora lì, in posizione. Ballerine e coppie che non ci sono, figure di solo contorno, ferme lì esattamente dove le ho lasciate. Schiocco delle palpebre.
Sparite, ordino.  Spariscono.
Stanza vuota, io: anche di più. Io leggera: pronta. Due giri di chiave, all'indietro però. Pronta.

Beneeeee / giovedì, 03 aprile 2008 / 19:14 / Permalink
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