Ciao. Sono io.
Ciao piccola come stai.
Io bene, sì, bene.
Ecco brava, stai bene.
Certo Zizì, mica devi preoccuparti per me. Tu?
Io sono in formissima piccola.
Dicono non sia proprio così
Ma tu lasciali parlare
Zizì, forza, come stai?
Eh, sto, sto. Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie, no?
Sempre il solito sei.
Perchè dovrei cambiare?
No, infatti non cambiare Zizì.
......
E non fare brutti scherzi, non ci provare proprio, capito?
Lo sai che so solo scherzare io.
Non fare scherzi stupidi sennò vengo lì e ti prendo a morsi.
Piccola.
Capito Zizì? Niente scherzi. Niente di niente.
Sì.
Capito?
Sì.
.....
Ti voglio bene piccola.
Anche io Zizì.
Ci vediamo presto allora.
Certo.
Sì.
A presto.
A  presto Zizì.

Beneeeee / lunedì, 30 giugno 2008 / 20:24 / Permalink
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In ---> 091 ciao

" che dev'esserci un modo di vivere
senza dolore
una corsa degli occhi negli occhi
a scoprire che invece
è soltanto un riposo del vento
un odiare a metà "

Beneeeee / domenica, 29 giugno 2008 / 18:18 / Permalink
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In ---> o9o pezzi di passato

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Beneeeee / sabato, 28 giugno 2008 / 12:47 / Permalink
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In ---> 089 storgatto

- Io non ci vengo a sentire il tuo orale, tranquilla, perchè non me ne frega assolutamente niente.
Pausa ad effetto 
- Colpita e affondata-  aggiunge, e lo sgaurdo è di trionfo.
Pausa mia. Con sorriso.
- Tu ricordati soltanto che qualsiasi voto prenderò non sarà merito tuo.
Pausa ad effetto
- Colpito e affondato- e lo sgaurdo non ha niente di trionfante.

Beneeeee / giovedì, 26 giugno 2008 / 20:08 / Permalink
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In ---> 088 conversazioni damore

Che il bello e l'incantevole
Siano solo un soffio e un brivido,

che il magnifico entusiasmante
amabile non duri:
nube, fiore, bolla di sapone,
fuoco d'artificio e riso di bambino,
sguardo di donna nel vetro di uno specchio,
e tante altre fantastiche cose,
che esse appena scoperte svaniscano,
solo il tempo di un momento
solo un aroma, un respiro di vento,
ahimè lo sappiamo con tristezza.
E ciò che dura e resta fisso
non ci è così intimamente caro:
pietra preziosa con gelido fuoco,
barra d'oro di pesante splendore;
le stelle stesse, innumerabili,
se ne stanno lontane e straniere, non somigliano a noi
- effimeri-, non raggiungono il fondo dell'anima.
No, il bello più profondo e degno dell'amore
pare incline a corrompersi,

è sempre vicino a morire,
e la cosa più bella, le note musicali,
che nel nascere già fuggono e trascorrono,
sono solo soffi, correnti, fughe
circondate d'aliti sommessi di tristezza
perché nemmeno quanto dura un battito del cuore
si lasciano costringere, tenere;
nota dopo nota, appena battuta
già svanisce e se ne va.

Così il nostro cuore è consacrato
con fraterna fedeltà
a tutto ciò che fugge
e scorre,
alla vita,
non a ciò che è saldo e capace di durare.

Presto ci stanca ciò che permane,
rocce di un mondo di stelle e gioielli,
noi anime-bolle-di-vento-e-sapone
sospinte in eterno mutare.
Spose di un tempo, senza durata,
per cui la rugiada su un petalo di rosa,
per cui un battito d'ali d'uccello
il morire di un gioco di nuvole,
scintillio di neve, arcobaleno,
farfalla, già volati via,
per cui lo squillare di una risata,
che nel passare ci sfiora appena,
può voler dire festa o portare dolore.
Amiamo ciò che ci somiglia,
e comprendiamo
ciò che il vento ha scritto
sulla sabbia.
                                                                                                 H. Hesse

Beneeeee / giovedì, 26 giugno 2008 / 09:39 / Permalink
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In ---> 087 scritto sulla sabbia

Non pensavo fosse così divertente fare gli esami. E' proprio come un grande spettacolo senza palco e senza scena. Gli interpreti sono eccezionali, hanno anni e anni di tirocinio alle spalle.
Il tirocinio e l'esperienza degli altri, che hanno insegnato loro quanto essere agitati , quante sigarette fumare per esternare il proprio panico, quanto essere insicuri della propria sicurezza.
Mi chiedo: se fosse un'esperienza del tutto nuova, se non ci fosse l'intorno a condizionare il particolare, quanto sarebbe più emozionante? Quanto sarei più emozionata? Ma il copione qui come altrove è segnato. Gli attori ai loro ruoli. Il mio è stupendo, me ne sto seduta sotto ad un salice a studiare e fumare. A leggere e fumare. A scrivere e fumare. Sotto al mio salice.
Mi piace osservare le facce delle persone trasformate. Le ho viste ogni mattina sfigurate dal sonno e dalla noia, tutt'al più lanciate in un' azzardatissima espressione di rabbia. Ora hanno lineamenti più dolci - possibile che la paura tiri fuori il meglio di noi? - e più attivi. Sono vivi e finalmente si vede, finalmente se lo ricordano anche i loro occhi. E' come assistere ad una scossa elettrica mandata ad un corpo  addormentato. Mi piace vivere l'adrenalina, mi piace osservarla. Mi piace il sorriso che dà.
Ho l'impressione trasognata di avere passato questi mesi a scegliere e a piegare vestiti, a mettere i miei vecchi trucchi nel beauty, a prendere in mano i miei libri, uno ad uno, e a sceglierli. A selezionare il necessario.
Adesso chiudo la valigia.
Adesso si può chiudere. Dolcemente. Con uno di quei gesti che rimarranno nella storia. O per lo meno nella mia. Un gesto importante e lento. Come quelli.
Come quelli del teatro. Un grande spettacolo. Senza dubbio. Così pieno che tanto resterà fuori, resterà qui. Mentre io giro le spalle. "Ma noi moriamo, e il teatro non muore." Sì Emily, hai ragione. Adesso è l'ora, però. Le altre ti salutano. Sono tutte d'accordo. Siamo tutte d'accordo:  "Semplicemente si chiudono le porte".

Beneeeee / mercoledì, 25 giugno 2008 / 11:10 / Permalink
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In ---> 086 esami

I passi salgono le scale, e sono lenti. Pesanti. I soliti passi. C'è qualcosa che mi blocca il respiro, l'attesa. Quando ancora non so se passeranno oltre o si fermeranno a tocchettare sulla porta. Sulla mia porta chiusa.  Temo il momento in cui si bloccheranno e mi chiameranno ad aprire, e anche il momento in cui proseguiranno senza cercarmi. Ultimi scalini.
Passi, che procedono oltre. Eppure una parola. O un gesto. Avrebbero forse fatto ricominciare la mia cassa toracica a gonfiarsi. Di certo. E' bene che vada a letto, e spenga i pensieri.
Beneeeee / lunedì, 16 giugno 2008 / 12:29 / Permalink
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In ---> 085 passi

LL'equilibrista ha una faccia che non diresti, faccia adatta ai cappeli ma mica li porta mai, altrimenti smettono di dirgli che starebbe bene con un cappello, l'avesse già in testa  nessuno si preoccuperebbe di sottolinerare il fatto. Invece.
L'equilibrista sospeso sorride senza cappello.
L'equilibrista ha una linea orizzontale che gli spacca il sotto del viso e che sembra ricordare la bocca delle giovani donne deluse. E poi fa un passo, e un'altra linea gli spacca il sopra del viso. Ed è concentrazione.
L'equilibrista non ha altro che il suo corpo da portare avanti, e un filo sotto che lo sfida a non farlo.
Deve andare da qua a là. E qua e là sono due metri di misurazione che ognuno sa dove mettere.
Ha un'intelligenza così spietata che non si preoccupa d'averla e crede all'importanza dei bisbigli del suo pubblico.
Che è sempre numeroso. Non si sa mai che, l'equilibrista potrebbe farcela, oppure cadere. In ogni caso, è bene esserci.
L'equilibrista si interroga al ritmo del suo passeggiarsene in aria. Quanto convenga rimanere lì. Oppure scendere.
Si chiede se quel filo non sia in realtà un prolungamento dei suoi piedi e quindi scendere un'illusione pressochè impossibile. Come tutte le illusioni, in effetti.
Le dita abbracciano il tessuto di ferro e lo confondono con la corda che usava prima. Le piante si appoggiano subito dopo e il tallone segue, ma mai troppo volentieri.
E' quel che deve, l'equilibrista, quel che deve fare, riuscire a tenersi in piedi senza che la terra lo aiuti, senza che la solidità lo sostenga. Altrimenti.
Non sarebbe un bell' altrimenti.

L'equilibrista è una gran brava persona, dicono quelli di sotto. E quando scende gli daranno gran pacche sulle spalle, perchè è una gran bella persona. Forse ha letto anche la Bibbia. O forse no.
Sono cristiani gli equilibristi? Non so, lei signora che ne pensa? Io credo che la gente del circo ha sempre qualcosa in cui crede ma di certo non è un qualcosa di giusto come il nostro. Dice? Dico.
L'equilibrista ha un taglio al centro delle piante dei piedi. E' stanco, si chiede solo se scendere è possbile.
Mah, secondo me è cristiano: ha la faccia pulita. Lei riesce a vedergli la faccia da quaggiù? No, certo che no. Ah, ecco.
Ma nemmeno poi così troppo stanco, in fondo. Sa essere un'ottima mamma, l'aria.

Beneeeee / venerdì, 13 giugno 2008 / 13:23 / Permalink
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In ---> 084 lequilibrista

Quando mi chiami vicino
per dirmi
che il tuo corpo non è bello
voglio che il mio corpo e le mie mani
siano specchi d'acqua
perchè tu ti guardi e rida
.

-Leonard Cohen-

Beneeeee / martedì, 10 giugno 2008 / 18:39 / Permalink
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In ---> 083 frammento