Profumo di vita.
Io soggetto sottinteso.

Beneeeee / giovedì, 31 luglio 2008 / 00:03 / Permalink
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In ---> 096 profumo

Basterà riprendere fiato un secondo, il respiro deve pur essere accompagnato dalla voglia di respirare, il cielo non avrà più le fattezze di una lince con un occhio chiuso ed uno a spiarmi, e il cervello non produrrà più queste strane immagini senza realtà. Sentire l'acqua scivolare sulla pelle. Il fango non è mai stato così melmoso, o il filo così sottile, le vite così poche, il resto così distante. Ma basterà  ricominciare a respirare, a respirarsi, a soffiare aria  fuori e dentro. E' quel che siamo, aria.
Per questo il vento resta un vecchio senza bastone fiero e tenace. Afferrare onde di fumo, dici? Non si può. Qualcosa da dentro: scappare è di nuovo la migliore soluzione, quella vincente. In fondo, è facile, e anche divertente. Con quest'acqua che scende sulla pelle. E tutto tornerà vuoto esattamente come prima. E dal vuoto non puoi che aspettarti qualcosa in più. Non avere niente per non perdere niente, o rischiare di dimenticarsi, ad esempio, compleanni fondamentali. Cambiare tutto per perdere e poi ripartire, è un delirio di precarietà. Perchè il fango non è mai stato così melmoso, o il filo così sottile, le vite così poche, il resto così distante.
Ieri notte sognavo un gigante che mi abbracciava. Chi sei? Un gigante. Senza dubbio. Ma forse sei qualcosa di più sai. E poi qualcosa di simile ad una danza, io e lui, il mio gigante, mi stringeva e mi faceva sentire così piccola e minuscola, una ruga nella sua mano e nient'altro. Come a dire, vedi quanto è bello non esser niente. Ed io a sorridergli. Come a rispondergli: vedi quanto è bello non esser niente insieme. Poi è svanito. Perchè i sogni si interrompono e questa è la loro forza.
Fossero infiniti non sarebbe la stessa cosa. 
A pensarci bene ero io tutt' e due: il gigante e me.
E se amo l'inverno è perchè viene prima la sera.

Beneeeee / venerdì, 11 luglio 2008 / 18:53 / Permalink
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In ---> 095 dun fiato

Non so bene spiegare. La frustrazione credo sia quella cosa che ti arriva quando speri di esser riconosciuta come te, e continuano a riconoscerti come lei.

Beneeeee / venerdì, 04 luglio 2008 / 18:22 / Permalink
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In ---> 094 riflettendo

Cielo e sabbia
Beneeeee / mercoledì, 02 luglio 2008 / 18:13 / Permalink
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In ---> 093 deserto

Guarda pure le mie mani
se sono vuote non ne hanno colpa
potrai scusarle
potrai sfiorarle
ci sono linee ben più severe da scoprire
e angoli meno scoscesi
non ho messo io questi incroci
non ho potuto scegliere
io il sentiero della mia pelle
se è ora che te la regalo
o è stato secoli fa
io non ricordo
le mie mani nemmeno
ma tu perdonami
e svegliami
sorvegliami in questo mattino che non arriva
vedi
ti offro qualcosa che non sapevo
qualcosa che non volevo
la mia pelle
ha sapore di terra
mista a sangue
come nelle guerre
la mia pelle è un campo di battaglia
e io ti dono la sua resa
perchè tu la assapori
e la faccia tua.
Vedi, sono solo dita
che non sanno
tremare.
Non avrò altro
da dare
o da ricevere -

pelle -
il sorriso della pelle
il ricordo della pelle
il sapore della pelle.
Corri forte tu
sei così veloce
e il cielo così piccolo.
Guarda le mie mani:
sono una minuzia
io non credevo
potessero stringere
profondità di mare.

Beneeeee / martedì, 01 luglio 2008 / 21:34 / Permalink
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In ---> 092 pelle