Che strana questa vita
S’avvolge e si ripiega, s’annoda e resta intera
Non si spezza, si sdrucisce, si scompiglia
E a tratti torna indietro, mi immobilizza
Mi fa perdere
Mi chiede di trovarmi
Di trovarmi là dove
già mi aveva accennato la sua presenza.
Non capisco, mi chiedo e mi domando, ma non posso rispondermi,
se non con un carico di sorridere di niente.
Sorridi, ed è un niente.
Perché non sai. Perchè sembra che ti accadano cose
che non sono tue,
non ti riguardano
e accadono proprio a te, girano intorno, e poi si annodano
e in trappola ci sono le parole, e il loro essere inutili
e anche le diversità che diventano gigantesche.
Che strano tutto questo
torno dove ero un anno fa, sembra quasi di festeggiare un compleanno,
Tanti auguri! Buon ingarbugliamento! Cento di questi nodi!
Così.
Assurdo, eppure sono io, sono io con la mia vita che torna
che torna a spirale
Se solo capissi, non dico tutto, ma il mio ruolo
La mia colpa, il mio difetto
La mia mancanza o il mio eccesso.
Servirà anche poi ubriacarsi, è stato alquanto divertente
Mi sono ricordata come si ride sguaiati, quando si ride
senza esser poi così felici
Ed è già qualcosa.
Che bello vederti felice stasera, mi hanno detto..
È stato allora che ho bevuto di più:
Non ci avevano capito un cazzo.
Ma sorvoliamo, alla fine non è colpa loro, nemmeno io comprendo
Come potrei pretendere che loro
Che lei
Che lui
capissero?
No, infatti non lo chiedo.
Solo mi piacerebbe sapere d’avere accanto
Due occhi che si rispondono da soli
quando domandano ai miei
Mi piacerebbe capirsi ancora al volo
Parlare in silenzio
Abbracciarci così.
E va bè.












