Si chiudono da soli gli occhi, stanchi. Bruciano anche un po'.

C'è pesantezza nei muscoli, e  nelle mie intenzioni.

Sotto le palpebre però non c'è il nero ad attendermi, ma un gigante e dietro tutti i colori del mondo. Ma anche il gigante è stanco: saluta, fa ciao con la mano, accenna un sorriso lento,  e una spirale di piccolissime rughe all'ingiù  gli sferzano la faccia.

Sotto le palpebre stanche il gigante corre e si avvicina sempre di più a me, o ai miei occhi non so, si avvicina, mi raggiunge. Odore di fango, fango e carbone.

Mi raggiunge, apro gli occhi. Più nessuna stanchezza.

Beneeeee / giovedì, 15 novembre 2007 / 12:56 / Permalink
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