Sala bianca e blu, come quelle d’attesa degli ospedali. Pulizia sterile, maniacale. Polvere solo negli angoli più nascosti, a cercarla ci si potrebbe perdere. Finestre: tende. Bianche ovviamente.
Silenzio. Passi ovattati di sopra, nel corridoio, passi sopra le scale, passi. Strano odore. Indefinito. Odore di pulito, di niente. Di non vissuto. Divani - comodissimi, a vedersi. Cuscini, tre blu, due bianchi. Silenzio. Dietro la porta a vetri, un giardino. Dietro al giardino, la strada. Dentro la porta a vetri: qualcosa si muove. Impercettibilmente, si muove. Una figura- sembra ovattata anche lei, sembra pulita da mano esperta anche lei, senza sbaffature di movenze, contorni perfettamente invisibili- una figura. Silenzio, alza un braccio, forte, con una mano, chiusa. Lo riabbassa, più niente.












