C’è un mostro dentro di me. Disse la bambina, un mostro orribile che esce solo di notte. Ma no, figurati no, ma che sciocchezze son queste, su non fare la bambina. Ma è quel che sono una bambina, rispose il visino ad una faccia adulta. Dai vedrai che dormirai bene stanotte, e non c’è nessun mostro, te lo giuro io. Io chi? Chiese il visino ancora. Io adulto, io tua mamma, io tuo papà, controbatterono, non senza un velo di perplessità. La bambina ristette. Ma il mostro c’è..tentò ancora. E’ dentro di me. Sguardo preoccupato tra i due adulti, che sia una cosa grave? La bambina potrebbe avere dei problemi con i coetanei..Sguardo di un attimo, intesa perfetta, chiusa la porta ne parleranno. Dopo però. Ora: e dove sarebbe questo mostro? Qui, in fondo alla pancia. In fondo alla pancia? Sì, proprio giù. E come mai uscirebbe solo di notte? La bambina è spaventata da quel condizionale che non capisce, di cui intuisce solo la sua forza disarmante. Perché è di notte che io non sono sveglia e lui può uscire. Uscire a far cosa? Lui esce e mi spaventa dentro. E come ti spaventa? Gli sguardi si sono ormai rasserenati incrociandosi, sono sempre carichi d’intesa, ma stavolta come a dire..'ah, la fantasia della nostra bimba'. Mi fa male con una mano, bianca: pulita. Male che vedo prima tutto nero, e poi rosso, e poi torna dentro di me. Guarda che capita a tutti, anche ai grandi, di fare brutti sogni. Anche la tua mamma da piccola...ma sono solo incubi, non devi aver paura, sono solo incubi, solo incubi. Chi stanno provando a convincere? Sai le bambine grandi non hanno paura dei loro sogni. Le bambine grandi. Ma non è un sogno! Su su, dai la buonanotte al papà, vuoi che ti canti una ninna nanna? Visino incerto, che annuisce. Ecco qua, sotto le coperte da brava: Ninna nanna ninna oh, questa bimba a chi la do, la darò all’uomo nero che la tiene un mese intero…












