Marie sale le scale. Ha aspettato che dalla piccola grata filtrasse la luce artificiale del lampione della strada. Poi ha aperto la porta, scandagliando il silenzio. Marie attraversa la scala scansando i calcinacci e i pezzi di intonaco crollati. Le sue orme rimangono nella polvere. Deve ricordarsi di cancellarle. La parte più difficile è la sala, c’è ancora un pezzo di quel corpo abbandonato lì in mezzo. Marie lo scavalca ed entra nella cucina. Ruba le ultime provviste rimaste e le accumula a casaccio tra le braccia. Poco davvero, sì e no un giorno ancora. Marie si volta e rifà tutto il percorso all’incontrario, stando bene attenta ad evitare le finestre. Nessuno deve accorgersene. Percorso all’indietro, tra i muri di quella casa spezzettata. Nessuno. Doveva esserci anche lei lì in mezzo a quelle macerie. Scende le scale. Si richiude la porta alle spalle, respira a fondo Marie. Si gusta quel buio in cui è sprofondata. Sussurra, Marie: << Viva.>>
Con soddisfazione.












