I miei buoni propositi per l'anno nuovo sono: imparare a parcheggiare e a mettere la quinta, fare pochissimi salini o assenze strategiche e quant'altro, e assentarmi dal mio impegno scolastico solo in caso di quasi morte prematura. D'altro canto, voglio applicare alla scuola il sacrosantissimo principio dell'economia: il maggior risultato con il minor sforzo possibile. Menefreghistarmi un po' di tutto, e dedicarmi solo ed esclusivamente al resto, quello che conta. Poi voglio imparare a cucinare, a parlare in inglese decentemente, a giocare a biliardo, a fare le spaccate in aria ( tzè!) e magari anche in terra, mangiare libri su libri, proseguire il mio cammino verso l' imperfezione, trovare un alberello che produce soldini al posto dei frutti (o, in alternativa, un lavoro) e partire per Parigi a settembre. Imparare a lavorare a maglia e a fare la lana cotta, liberarmi dalla dipendenza dalla cassetta degli Alunni del Sole, uccidere almeno un barboncino bianco, meglio se con qualche fiocco in testa. Poi voglio seminare nel mio giardino tantissimi girasoli a primavera. Ritentare la lettura di un Ammanniti ( mai riuscita) e finire di comprarmi tutti i libri di Benni, Pennac, Saramago, Miller e Dahl. Noto con piacere che ero partita con propositi seri, e finisco con desideri scazzoni. Oserei dire perfetto. :)












