Cena in famiglia. Mio fratello si alza, prende una sciarpa e con gesto solenne se la mette al collo. Ma che fai? Gli chiedo, sembra in procinto di dir messa. Racconto una fanfòla, mi risponde. Una riscoperta meravigliosa, avevo scordato quanto fossero divertenti le fanfòle. Sono parole giocate. Da leggere necessariamente ad alta voce, e con calma, da sorseggiare.  " Le parole non infliano le cose come frecce, ma le sfiorano,come piume o colpi di brezza, o raggi di sole, dando luogo a molteplici diffrazioni, a richiami armonici,a cromatismi polivalenti.." eccetera eccetera.  Quando il suono dice tutto.. Fosco Maraini. Signore e signori, a voi: le Fanfòle.

Ballo

 

Vorrtègida e festuglia o dulcibana

e sdrìllera che sdràllero! Sul fizio

la musica ci zùnfrega e ci sdrana

con tròdige buriagico e rubizio.

 

Lo sai che gli occhi gneschi e turchidiosi

son come abissi volvoli e maligi?

Lo sai che nei bluàgnoli miriosi

tracàgero con lèfane deligi?

 

Ah sdìllera che sdràallero, mummurra

parole lampigiane ed umbralìe,

t’ascolto lucifuso nell’azzurra

voragine d’un’alba di bugie.

 

Beneeeee / martedì, 15 gennaio 2008 / 22:16 / Permalink
commenti (10) / commenti (10) [PopUp]

In ---> 043 fanfòleggi